it | de
Home
CadepezzoVairanoScaianoSan NazzaroSan NazzaroSan NazzaroQuartinoQuartino e CadepezzoPiazzognaOrgnanaMonti SciagaMagadinoGerra GambarognoGerra GambarognoContoneContoneCentocampiCaviano

San Nazzaro

La frazione di San Nazzaro è nata dall’omonimo Comune che a sua volta, in quanto entità politica nasce con decreto legislativo del 12 giugno 1929 dall'aggregazione fra l’allora Comune di Vairano, che all'epoca contava circa 250 abitanti, e quello di Casenzano, ridotto ormai ad una quarantina di abitanti (rispetto al centinaio del periodo di maggiore popolamento).

Alla storia recente dell'organismo comunale fanno da contrappunto le vicende delle terre che lo compongono, che da secoli si intrecciano ed associano nella condivisione della medesima realtà economica e sociale e nell'appartenenza, in particolare, a due entità comuni: la Comunità della Riviera del Gambarogno e la parrocchia di San Nazzaro.

La Riviera del Gambarogno si estendeva sul lato sinistro del Verbano, e comprendeva il territorio delle frazioni di Contone, Magadino, Vira, San Nazzaro, Piazzogna, Gerra, S. Abbondio, Caviano e Indemini. Nel 1487 essa ottenne dal conte Giovanni Rusca la separazione dalla grande comunità di Locarno, della quale fino ad allora aveva fatto parte, pur godendo dello statuto di comune forense che già le garantiva una discreta autonomia.

Il Gambarogno anticamente costituiva una sola vicinanza, con Vira quale primo centro. Più tardi però questo ruolo passò a San Nazzaro dove, sul sagrato della chiesa, si tenevano le assemblee della comunità. Centralità che del resto venne ribadita anche dopo l'indipendenza cantonale, poiché nel 1803 San Nazzaro divenne la sede della circoscrizione giudiziaria del Gambarogno.

Anche dal punto di vista religioso, per molto tempo Vira, dove (probabilmente nel V-VI secolo) era sorta la chiesa di S. Pietro, matrice di tutte le cappelle della riviera, rimase il punto di riferimento per tutto il Gambarogno. Le cose cambiarono a partire dalla metà del Cinquecento, quando la grande parrocchia che coincideva con i confini della vicinanza cominciò a frazionarsi in parrocchie più piccole. La parrocchia di San Nazzaro, creata nel 1558, era formata da Vairano, Casenzano ed Alabardia (oggi frazione di Piazzogna). Essa era gestita dall'assemblea del Chiesato, che riuniva i vicini di queste terre.

L'economia di San Nazzaro, al pari di quella delle altre zone del Gambarogno, era caratterizzata da un sistema fondato sull'agricoltura, l'allevamento e la selvicoltura. La pesca aveva invece una incidenza solo marginale. Anche i trasporti non integravano in maniera significativa i redditi derivanti dall'attività agropastorale, malgrado il villaggio si trovasse su una delle più importanti vie di transito fra il nord e il sud delle Alpi.

Come nel resto del Gambarogno, anche a San Nazzaro l'arcaica organizzazione economica non garantiva una produzione sufficiente per sfamare tutti gli abitanti e perciò la pressione demografica veniva smaltita attraverso l'emigrazione. Sin dal XV secolo l'emigrazione era un fenomeno ben ancorato in tutta la regione, con i maestri di muro gambarognesi che si recavano all'estero a svolgere la loro opera.

La frazione di Sant’Abbondio è un piccolo paese di collina situato ad un altezza di 230 m sopra il livello del mare ed è composto da tre sottofrazioni: Sant’Abbondio, Calgiano e Ranzo.
La data di nascita del Comune medievale è sconosciuta mentre è accertato l’anno 1558 per lo smembramento parrocchiale da Vira Gambarogno.

Similmente con Caviano è diviso in due agglomerati che nel passato comprendevano a destra le case e a sinistra le stalle e i fienili separati dal riale che lo percorre.L’incantevole poggio dove sorge la Chiesa del trecento, demolita nel 1852 e riedificata da Pietro Martella. Il solo campanile del cinquecento è rimasto della struttura originale.

Sant’Abbondio conta un numero importante di residenze secondarie e quindi una popolazione che in certi periodi dell’anno triplica.

La frazione può vantare una ricchezza che à l’acqua. In effetti, oggi solo una minima parte delle sorgenti viene sfruttata, per questo la frazione di Sant’Abbondio porta in dote al nuovo Comune del Gambarogno un importante progetto per un nuovo serbatoio di acqua potabile ed una centralina per il recupero energetico (investimento di quasi 3 milioni di franchi).

Su comodi sentieri, da Sant’Abbondio si può raggiungere in circa mezz’ora la frazione di Caviano mentre dall’altra parte, in circa un’ora si raggiunge la frazione di Gerra Gambarogno attraversando il bosco.

Dalla piazza di Sant’Abbondio parte una ripida mulattiera che porta alla Chiesa del Lauro e lungo il suo percorso si possono ammirare le Cappelle della Via Crucis e i muri a secco, restaurati tra gli anni 2002 e 2005 grazie ad un’iniziativa di Edgardo Ratti e al contributo di numerosi enti pubblici e privati.

Proseguendo la salita si raggiunge il pianoro dei Monti di Sant’Abbondio, le cui cascine sono edificate in gruppo a semicerchio e negli ultimi decenni sono state quasi completamente riattate e durante l’estate abitate per lunghi periodi.

Nella frazione esiste anche un piccolo negozio di alimentari ed un ristorante aperto quasi tutto l’anno con possibilità di pernottamento.